Come nasce il Consorzio

Le premesse

L’idea di sviluppare una ricerca sulle possibilità di sfruttamento razionale e commerciale della produzione del “FigoMoro” da Caneva nacque casualmente da una felice intuizione di uno dei suoi padri fondatori nel marzo/aprile 2005.

L’idea del Consorzio si sviluppò invece durante una serie di colloqui con esperti, nell’intento di aiutare e specializzare alcuni settori dell’agricoltura, connotandola soprattutto per produzioni particolari in grado di far risaltare l’intero contesto ambientale produttivo della zona.

Sulla base di quanto prospettato, si tennero tre incontri con la popolazione interessata di Caneva, nei quali non tardava ad apparire che molti agricoltori vedevano con interesse l’idea, per cui si decise di procedere su questa strada. In primo luogo era necessario vedere riconosciuta l’identità e l’unicità del prodotto in questione.

I fatti

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Il Consorzio e l’ERSA (Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo e Forestale), determinarono la specificità del prodotto, una varietà di fico non ancora riconosciuta ufficialmente, presente solo in una zona particolare del Friuli. Una serie di analisi e studi del gene portarono all’avvento della denominazione “FigoMoro”. Il Consorzio, che nasceva quasi contestualmente, doveva sviluppare invece la “tutela e valorizzazione del FigoMoro da Caneva” e da questo ne assunse il nome.

L’ERSA fu in grado di individuare una serie di supporti miranti oltre che alla determinazione del biotipo, alla catalogazione e quindi alla sua regolare iscrizione, requisito indispensabile per poter giungere ad una classificazione protetta, in grado di contemplare le eventuali richieste e normative necessarie per un ipotetico DOCG.

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L’area di produzione del FigoMoro da Caneva copre circa 18 km2

Una volta determinata l’identità del FigoMoro, venne fatto un censimento del territorio e di tutte le piante esistenti, sul quale imporre la tutela del Consorzio, che riassumeva 3 principali motivazioni:

1. l’omogeneità del sottosuolo
2. la presenza di un particolare microclima
3. la tipicità del terreno sul quale insistono le piante, che risulta in declivi accentuati in modo tale da non permettere ristagni d’acqua

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Stemma del Comune di Cordignano

Va precisato che la zona di produzione del FigoMoro da Caneva, legalmente registrata, comprende anche una parte del vicino comune di Cordignano, che si trova in provincia di Treviso, quindi Veneto, ed è delimitato nella parte bassa dalla Pedemontana, che attraversando Caneva va verso Aviano, per arrivare fino grossomodo alle ultime propaggini del Col de Rust, nelle vicinanze delle sorgenti del Molinetto del fiume Livenza. A nord le delimitazioni dono dettate dalla natuira, ossia fino a dove la vegetazione permette la maturazione del frutto. Questo territorio, che ha un’area di produzione di circa 18 km2, fu censito e i confini vennero depositati con atto notarile, premessa indispensabile all’eventuale futura acquisizione di una DOC.

Inizialmente, sulla spinta anche di un certo entusiasmo dominante, venne redatto prima un disciplinare identificativo del prodotto, quindi uno statuto, con la finalità di regolare l’attività del Consorzio. Lo scopo del Nascituro Consorzio, sarebbe stato diviso in fasi:

1. Concertare e sviluppare la nascita dello stesso delineandone le possibilità, Delimitazione della zona di produzione del prodotto. Deposito del Marchio. Sondaggio dell mercato. Censimento delle piante produttive. Individuare ed avviare alla produzione campioni di prodotto trasformato trovandone anche le ricette originali.
2. Avviare le colture dei fichi testati “FigoMoro” da Caneva. Produrre materiale pubblicitario. Studiare ed intervenire sul mercato sia del fresco che del conservato . Avviare la gestione per il conferimento del prodotto dal produttore al Consorzio e quindi al Cliente finale. Acquistare un deposito frigorifero per lo stoccaggio momentaneo dl fresco.
3. Avviare definitivamente la gestione del Consorzio per il prodotto fresco con autoproduzione dei derivati ed intera gestione dell’immagine.

Su questa base e con queste idee, il giorno 19 gennaio 2006 nasceva il “CONSORZIO PER LA TUTELA E SVILUPPO DEL FIGOMORO DA CANEVA” sottoscritto nella sua iniziale formula da 12 Soci chiamati “SOCI FONDATORI”.

Statuto del Consorzio del FigoMoro da Caneva

Disciplinare identificativo del FigoMoro da Caneva

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L’evoluzione fu comunque talmente rapida che “si bruciarono le tappe”. Sulla base dei risultati ottenuti e sulla scorta dell’assunzione di un know how derivato dalle conoscenze dei soci locali, nel frattempo diventati una cinquantina, in collaborazione con la SSICA di Parma e di un suo tecnologo particolarmente preso dal progetto, con l’appoggio di docenti universitari, ma soprattutto di ricercatori storici, si decise di avviare uno studio mirato alla ricerca di locali ricette storiche sul prodotto, da ridefinire in chiave moderna attraverso il supporto dell’Università e della SSICA.

Quello che ha contraddistinto lo studio è stata la precisa volontà, diventata imperativo, di mantenere al massimo la genuinità del prodotto, che passa anche attraverso la genuinità dei suoi componenti che si contraddistinguono per ricette “cortissime” e quindi senza ingredienti superflui, il più delle volte inquinanti.

Il censimento delle piante

Oggi ogni pianta di FigoMoro esistente nel Consorzio è mappata, numerata e controllata mediante la tecnologia satellitare GPS.
Ad ogni pianta viene attribuito un codice identificativo univoco (non ve ne sono due uguali). Il codice identificativo seguirà la pianta per tutta la durata del progetto, e verrà utilizzato per identificarla con certezza. Ogni dato attinente alla pianta (inserimenti, variazioni, etc.) dovrà fare riferimento ad esso.

Si crea quindi in loco un data-base georiferito, che una volta in ufficio può essere implementato, grazie ai codici identificativi, con ulteriori dati, quali l’età della singola pianta, la sua produttività, etc.

Sulla base di questa scorta il Consorzio è in grado di garantire che i prodotti messi in commercio, sia freschi che trasformati, sono derivanti da queste piante mappate singolarmente.